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Scritti e Scrittori

Testo di Cristina P.

Testo di Cristina P. - Dirty Garage Funk

Scrivere in punta di piedi, sussurrando, per aprire una nuova finestra sul mondo, respirare aria pulita e da lì osservare l'orizzonte in movimento, poichè tutto è mutevole...tranne l'anima.



"Il viale"



 Avete presente quei viali alberati, freschi, ombrosi, che si perdono in un rettilineo infinito, quasi a sfumarsi nel verde all'orizzonte?
I lecci alti, possenti, imponenti, con tronchi robusti, rugosi, aspri e quelle radici nervose che afferrano il terreno come una mano che stringe le dita per trattenere la terra che le appartiene.
I fusti di corteccia vecchia, vissuta, spaccata, ferita, per difesa tagliente, si lanciano verso la luce come pennoni di bandiere ansiose di trovare il vento.
Le fronde alte, piene, folte, ricche di piccole foglie di un verde complesso, intenso e scuro con riflessi argentati, che quasi si incontrano in un abbraccio, in un incastro di rami sottili, in un intreccio di morbidi chiari germogli.
Il sole li avvolge di vitale calore, li illumina di sfumature preziose, esalta la loro imponenza con chiaroscuri di grande atmosfera.
Il calore entra tra i rami, la luce si insinua tra ogni piccola diramazione, cerca di penetrare il ricco fogliame.
Gli occhi si arrendono a questa visione, si rilassa lo sguardo, le palpebre si lasciano appesantire.
L'ombra del viale vince il calore del sole, la luce si perde soffusa, l'aria più fresca si rincorre in correnti allegre e frizzanti.
E camminando in silenzio si può ascoltare il canto delle foglie agitate, si sente il profumo di erba umida, di muschio, di terra fresca.
Si possono chiudere gli occhi e sentirsi trasportare dal vento, dall'aria più calda che sale, e lasciarsi inebriare dall'aroma del sottobosco, abbandonarsi al fresco profondo, all'ombra impenetrabile.Vivere a volte è solo una sensazione.
Vivere a volte è cercare l'eco della propria voce, per sapere di esistere, per sapere di esserci e di non essere soli.
Vivere a volte è desiderio di non andare nè a destra nè a sinistra, nè in qua nè in là, ma sopra, e guardare le cose dall'alto nel loro disordinato movimento.
E volevo lasciarmi andare, lasciare che il vento mi trasportasse via.
Di tutta una solitudine si può fare un falò con una sola parola.
La mia parola fu...si.


Gli scritti di Cristina P. sono coperti da copyright e
l'autrice ne ha qui autorizzato la pubblicazione.


Dirty Garage Funk 16.10.2009




                                                                          
 
                                                                     





 
16/10/2009 commenti (0)

Testo di Yuria Mizujima

Festival


È
l’assurdo
corteo
prosciugato
tra unghie
candite
di nero
e svelti tacchi
a spillo
Benché
ammicchi
sul tappeto
rossovivo
l’interludio
satiresco
d’un paradosso
esorbitante
Che eccita
il flash
passatempo
in fila
verticale
sotto il cielo
aperto
sul precario
dopotutto

 

© 2009 ~ Yuria Mizujima

20/10/2009 commenti (0)